Atlante e il Firmamento delle Stelle
‘Spettacolo di teatro movimento su trampoli, teatro, danza, fuoco.
Vi fu un tumulto nel cielo che scosse le connettiture dell’universo immobile; si piegò persino l’asse che passa per il centro dei cieli ruotanti. A stento il libico Atlante, puntellato sulle ginocchia, il dorso curvo sotto il maggior carico, poté sostenere il firmamento delle stelle che si rivolge da solo’
(Nonno, Dionisiache).
Atlante era un Titano che fu costretto da Zeus a sorreggere l’universo sulle spalle, dopo che il Padre degli Dei aveva ristabilito un suo nuovo ordine nella teocrazia celeste.
Grandi subbugli nel mito, con dèi nuovi che soppiantano i vecchi, ne rubano le immagini o le caratteristiche, le spose o l’onore.
Solo così gli antichi potevano darsi una ragione di quanto avveniva nel firmamento e nell’orizzonte dove Aurora, Sole, Luna - fratelli e sposi - si rincorrevano da sempre.
Nella fissità della ragione, gli antichi percepivano il moto delle stelle e delle epoche e ad esse davano immagini antropomorfe che i tumulti della storia imponeva loro.
Con lo sguardo al cielo, l’uomo antico vedeva altri dèi danzare nel firmamento e con essi, insieme alla Luna ed al Sole, stabilì il Settenario fondamentale, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole: era il punto di vista dalla Terra e, dalla ragione geocentrica, ad essi furono abbinati colori, comportamenti, caratteristiche umane che hanno resistito al sovrapporsi delle religioni e dei secoli.
Tutto questo vede Atlante, costretto in questo indicibile sforzo di sostenere l’universo, immobile come un firmamento, come una catena montuosa.
Vede e prevede: come suo fratello Prometeo - costretto su una rupe ad essere quotidianamente dilaniato da un’aquila, dopo aver rubato il fuoco per gli uomini - annuncia un Nuovo Ordine, un nuovo secolo dove le vele della ragione porteranno lontano, verso i nuovi lidi del sapere.
Sarà una nuova epopea, quella dei grandi viaggi, a stabilire nuove frontiere anche per il cielo. Nuovi martiri annunceranno i nuovi orizzonti e nuovi eroi aiuteranno finalmente Atlante a scrollarsi di dosso il fardello di una pena che la fissità della ragione umana gli aveva affidato, lui ultimo dio sopravvissuto ai tanti, troppi tumulti dei cielo.
In Atlante e il firmamento delle stelle la Compagnia fonde perfettamente il teatro movimento su trampoli con la danza e la musica, le grandi emozioni date dal fuoco con le tradizioni popolari, la mitologia, la storia e gli antichi riti propiziatori.
Lo spettacolo è particolarmente adatto per manifestazioni celebrative proprio per il tema di largo respiro affrontato: il superamento degli Ordini e delle teocrazie antiche per l’affermazione di un Nuovo Uomo capace di trovare nell’universo una Nuova Armonia. Idea cinque - seicentesca che torna oggi di grande attualità, con le prospettive, le paure, le ansie per le novità di questo nuovo millennio.

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