Fratello Foco, Sorella Aqua
Evento di teatro in movimento, prosa, danza in parete, fuoco.
Evento in chiave di teatro su Francesco, il suo Tempo, le sue Creature.
Gli elementi della natura portano ‘significazione’ dell’Altissimo ed a quelli, insieme a Francesco, diventato povero tra gli umili, si è ispirato Efesto Theatre nel comporre questa drammatizzazione dove emozioni e pathos, sensazioni e turbamenti si rincorrono attraverso i segni del fuoco, dell’acqua, del vento.
E’ lo stesso Francesco ad insegnare come il linguaggio del teatro può aiutare a comprendere, può squarciare il Vero. Perché il Tempo della Verità scenda in ognuno di noi.
Chi era Francesco? Il Papa Niccolò IV lo propose senza barba e ‘pannosus, asper, despectus’ a differenza di San Bonaventura che nella Legenda Maior lo vide ‘pauperculus, modicus, despectus’ mentre sosteneva la chiesa di San Giovanni in Laterano.
Una nuova immagine, più consona ai tempi che subivano fin troppo la fascinazione delle eresie e dei suoi profeti, troppo spesso straccioni e trasandati.
Ma secondo Ruggero di Wendover e Matteo Paris, monaci di Sant’Albano, Innocenzo III accolse Francesco, ‘che gli apparve come uno straccione, dalla faccia insignificante, con la barba lunga, i capelli incolti, le sopracciglia nere e trascurate’ dicendogli: “vattene, frate, dai tuoi maiali ai quali assomigli, e rivoltati con essi, nel fango; la tua regola dalla a loro ed anche la tua predicazione”.
Anche per Francesco è il Tempo della Verità, intesa come Rivelazione (e Francesco si propone come nuovo Cristo), come Necessità per superare la Confusione, il Caos.
Rotti gli indugi, avvertita la missione da compiere, propone preghiera e riflessione, lui pauperculus, pannosus, asper, modicus, despectus. Lo farà con il linguaggio degli umili, quello delle immagini, del teatro giocoso, delle forti similitudini, come nella predica agli uccelli o come nel presepio di Greccio.
Rimproverato, perché sorpreso in canti di laude insieme ai suoi dodici compagni, dirà: “Questi sono i miei cavalieri della Tavola Rotonda, i frati che si nascondono in luoghi deserti e lontani, per darsi alla preghiera e alla riflessione”.

